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Attualita'

“Sotto un cielo di stelle: educazione, bambini e resilienza”. Giorno della Memoria - Trieste

E’ questo il titolo del libro di Paola Milani e Marco Ius che è stato presentato il 25 gennaio nella nostra sede di Trieste. Nostro ospite è stato il Dott. Ius, che, dopo la laurea in Scienze dell’Educazione ha svolto il Dottorato di ricerca con una tesi sulla resilienza dei “bambini nascosti” durante la Shoà. Partendo dal concetto di resilienza, termine che in fisica indica la capacità di un materiale di resistere a un urto senza rompersi, e che in pedagogia indica la capacità di resistere a un trauma, Ius ha studiato la storia di bambini, oggi adulti, che pur avendo subito il trauma della separazione dalla famiglia durante la Shoà, sono riusciti poi a vivere una vita felice, realizzandosi e costruendosi una esistenza serena. Ius ha così colto una straordinaria opportunità che gli veniva offerta dalla storia, per studiare quali elementi possano aver aiutato questi bambini nascosti, e poter utilizzare le loro storie per bambini che vivono, oggi, esperienze se non ugualmente tragiche, comunque simili. Si trattava di trovare bambini, oggi adulti, sopravvissuti alla Shoà, spesso proprio grazie al fatto che i loro genitori li hanno nascosti o affidati a famiglie confidando nel fatto che così avrebbero salvato la loro vita. E dovevano essere adulti che hanno avuto poi un’esistenza serena. Questa ricerca ha portato Marco Ius in giro per il mondo, fra Israele, Inghilterra, Australia, Italia, aiutato nella sua ricerca per lo più dai musei della Shoà di Gerusalemme e di Washington, in grado fornire tutte le notizie necessarie. A questo punto, durante una serie di interviste, Ius ha invitato il sopravvissuto a ricordare tutto ciò che riguardava la sua vita prima dell’abbandono, durante gli anni della guerra, e dopo, quando c’è stato il ricongiungimento con la famiglia, o l’adozione da parte dei genitori affidatari, o altro. Attraverso i racconti, ciò che è emerso è la grande importanza dell’amore, sia dei genitori naturali, sia di quelli affidatari. Amore e affetto che hanno permesso a questi bambini di superare la guerra e reinserirsi nella vita normale. Molto importante è stato anche tenere vivo nella loro memoria il ricordo dei genitori durante la separazione: l’amore non doveva essere sostituito, ma solo compensato, ed educare i bambini nella loro religione è stato anche un elemento decisivo, per non spezzare le loro radici. Abbiamo ascoltato dalla voce di Marco Ius le storie di Marysia, di Hadassa, di David, e alcuni brani delle loro interviste, e la memoria è stata veramente al centro del nostro pensiero; in questo caso ricordare può anche aiutare la vita di altri bambini, con esperienze diverse ma anche esse dolorose. Luisella Segrè