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Le parole di Hanna Senesh per l’invito della WIZO a non dimenticare.



In occasione di Yom HaShoah Esther Mor, President World WIZO, ha voluto usare i versi di una vera eroina ebrea come Hanna Shenesh, per ricordarci il valore del ricordo man mano che inevitabilmente la voce dei sopravvissuti si fa ogni giorno più fragile.



Cari amici,

Martedì 18 aprile in Israele si celebrerà Yom HaShoah, la Giornata che celebra la Memoria dei Martiri e degli Eroi della Shoah e che quest’anno assume un significato particolare, in quanto ricorrono gli 80 anni dall'insurrezione del Ghetto di Varsavia.

Secondo i dati pubblicati recentemente dalla Rights Authority ahead of Holocaust Remembrance Day, nel 2023 vivono in Israele 147.199 sopravvissuti alla Shoah, il 21% dei quali -circa 31.000 – ha più di 90 anni, mentre più di 100 hanno superato il secolo di vita. Il 60% di tutti i sopravvissuti alla Shoah in Israele, intorno alle 89.000 persone, sono donne. Tra i sopravvissuti ci sono 521 nuovi immigrati dalla guerra in Ucraina che sono stati riconosciuti l'anno scorso come sopravvissuti alla Shoah. La città che ospita il maggior numero di sopravvissuti è Haifa, seguita da Gerusalemme e Tel Aviv.

Tra gli eroi di quel triste periodo sono sicura che molti di voi hanno sentito parlare di Hanna Senesh, ungherese che nel 1939 decise di emigrare in Eretz Israel per studiare nella Scuola Agricola Femminile di Nahalal (CHW Nahalal). Nel 1941 si unì al Kibbutz Sdot Yam e poi si unì all'Haganah, il gruppo paramilitare che gettò le basi della Forza di Difesa Israeliana. Fu una delle 37 reclute ebree di Eretz Israel che vennero paracadutate dagli inglesi in Jugoslavia durante la Seconda guerra mondiale, per assistere le forze antinaziste e infine per salvare gli ebrei ungheresi che stavano per essere deportati nel campo di sterminio di Auschwitz.

Senesh fu arrestata al confine ungherese dai gendarmi ungheresi. Fu imprigionata e torturata, ma si rifiutò di rivelare i dettagli della sua missione e, alla fine, fu processata e giustiziata da un plotone di esecuzione. Aveva solo 23 anni.

In Israele Hanna è considerata un'eroina nazionale, ma quello che forse non sapete è che Hanna Senesh era una poetessa e drammaturga che scriveva sia in ungherese che in ebraico. Ha tenuto un diario fino al suo ultimo giorno e vi si leggono frasi come: "Nel mese di luglio compirò ventitré anni/ho puntato su un numero in una partita/ i dadi sono stati lanciati. Ho perso", e in un altro punto: "Ho amato la calda luce del sole" La più nota delle sue poesie è "Una passeggiata a Cesarea", comunemente nota come Eli, Eli ("Mio Dio, mio Dio"). Su queste parole il famoso compositore israeliano David Zahavi ha scritto la nota melodia.

Viene cantata durante le commemorazioni e nei momenti di lutto e tristezza. È una delle canzoni più conosciute dell’Israele contemporanea. È stata anche utilizzata come chiusura in alcune versioni del film "Schindler's List".

Vorrei condividere con voi le sue bellissime ed eterne parole:

Mio Dio, mio Dio,

Che non finiscano mai,

La sabbia e il mare,

Il fruscio dell'acqua,

Il lampo dei cieli,

La preghiera dell'uomo.


Poiché la voce dei sopravvissuti diventa sempre più fragile, è nostro dovere raccontare le loro storie per loro, educare le giovani generazioni di ebrei non ebrei, garantire che le parole “Mai dimenticare” e “mai più non rimangano solo parole.

Per questo vi prego di condividere questa lettera con la famiglia, gli amici, i membri della WIZO, i membri della vostra comunità e chiunque possa essere interessato.


Con i più cordiali saluti

Esther Mor, President World WIZO


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