Premio letterario Adei Wizo: Elon e Pinto, storie di vita e identità

Fonte originale: moked


“Tutti noi dedichiamo la vita a cercare di fare ritorno alla patria intesa come quel luogo dentro di noi dove sappiamo chi siamo e da dove veniamo. Siamo tutti sempre alla ricerca di questo senso di appartenenza. Siamo sempre per strada con l’aspirazione di ritornare a casa nostra”. Ricerca e aspirazione che per Emuna Elon, giornalista e scrittrice israeliana, si è tradotta nel raccontare la storia di Yoel Blum, protagonista del suo ultimo libro La casa sull’acqua (Guanda). Blum, in visita al Museo Ebraico di Amsterdam, in un filmato d’archivio scopre un’immagine del padre, morto in un campo di concentramento, di sua madre e di sua sorella insieme ad un bambino che non è lui. Comincia così “un’avventura alla ricerca della verità, che lo porterà a mettere insieme, pezzo dopo pezzo, la sua storia e quella della sua famiglia”. “Un’avventura a cui ho participato anch’io, al fianco del mio protagonista”, ha raccontato Elon al pubblico del Premio Letterario Adei Wizo dedicato alla memoria di Adelina Della Pergola. A vincerlo, in questa 22esima edizione, proprio La casa sull’acqua, presentando dalla stessa autrice in dialogo con il giornalista del Corriere della Sera Gian Antonio Stella. Ad essere premiato nella sezione ragazzi – durante l’incontro introdotto dalla presidente dell’Adei Wizo nazionale Susanna Sciaky e dal saluto di Mara Della Pergola – anche L’uomo che salvò la bellezza di Francesco Pinto (HarperCollins). Un volume dedicato alla figura di Rodolfo Siviero, il “Monuments man” schieratosi con la resistenza a fianco degli alleati e impegnato a salvare le opere d’arte trafugate dei nazisti. “Siviero non fu un personaggio facile. Era duro, aspro, aderì negli anni Trenta al fascismo. Era un uomo che girava con la pistola. Ma è grazie a lui se oggi agli Uffizi possiamo trovare moltissime opere, salvate dalle razzie dei nazisti, che lo torturarono. È veramente un personaggio che ha salvato il patrimonio culturale italiano”.

A intervenire da Israele durante l’incontro anche la scrittrice Ghila Piattelli, autrice di Resta ancora un po’ (Giuntina). Un racconto di come la protagonista, Giuditta, si pone un obiettivo inconsueto: scegliere il luogo più adatto per il proprio eterno riposo, facendosi accompagnare dall’amato nipote Yoni, dalla sua fidanzata e il coinquilino. “È tutto uno stratagemma perché in realtà questo tour di cimiteri Giuditta vuole instaurare un ponte intergenerazionale per poter, attraverso il nipote, aiutare sua figlia ad elaborare un lutto. Il lutto è quello della memoria dei caduti”, ha spiegato Piattelli. Un rivolgersi alle nuove generazioni che si lega anche all’impegno dell’Adei Wizo, come hanno sottolineato in apertura Sciaky e Mara Della Pergola, figlia di Adelina, presente all’incontro online insieme al fratello Sergio. “Il nostro lavoro è ancor più dedicato ai giovani che partecipano e parteciperanno al nostro Premio letterario. Obiettivo, educare i ragazzi attraverso la lettura, il fascino del libro e delle pagine scritte, attraverso l’incontro con gli autori, a costruirsi una coscienza critica scevra da pregiudizi e capace di riconoscere gli stereotipi. – ha ricordato Sciaky – La cultura del resto è il nostro mezzo per combattere tutto ciò che porta all’intolleranza e alla guerra”.


(4 maggio 2022)

8 visualizzazioni