La nostra Storia

La storia di WIZO, prima nel Regno Unito e poi in Israele e quella di ADEI in Italia, procedono quasi parallele: sono nate in un momento di consapevolezza del nuovo ruolo della donna, sia nella società dell’epoca, sia nel sionismo che in quegli anni vede il sogno di una nuova Patria farsi più concreto.

Sono frutto della volontà di un gruppo di donne pronte a cambiare il mondo per altre donne meno fortunate, per l’istruzione dei loro figli, per il lavoro.

 

Era naturale che ADEI confluisse in WIZO e che attraverso di essa anche l’Italia partecipasse alla costruzione di una nuova speranza per Israele e per tutte le donne, al risveglio dell’Europa dal suo sonno della ragione.

 

In queste due storie colpisce come i valori fondanti e la determinazione di quel gruppo di donne siano rimasti intatti ed attualissimi a distanza di tempo.

Leggerle non significa solo ripercorrere 100 anni ricchissimi di attività, ma anche guardare al futuro.

 

WIZO

1920 il sogno di tre donne accende la speranza

La sconfitta della Germania nella Prima Guerra Mondiale, con la conseguente concessione del mandato britannico sulla Palestina e la Dichiarazione Balfour che garantiva una sede nazionale ebraica in Palestina, aveva dato un nuovo impulso al movimento sionista fondato da Theodor Herzl. Il movimento era guidato in questi anni da Chaim Weizmann (in seguito primo Presidente di Israele) e aveva ora sede a Londra. Qui un gruppo di donne, tra cui alcune suffragette impegnate nella lotta per il diritto di voto, cominciò a rivendicare un ruolo distintivo e paritario nel grande progetto di ritorno a Sion nel quale erano coinvolti alcuni dei loro mariti.

Rebecca Sieff alla cerimonia di fondazione di un'istituzione WIZO in Palestina, 1930

Le fondatrici di questo progetto erano Rebecca Sieff, moglie di Israel Sieff, segretario politico del movimento sionista, la dott.ssa Vera Weizmann, moglie di Chaim Weizmann ed Edith Eder, moglie del leader sionista dott. Eder. Furono loro a promuovere il "Comitato per donne" all'interno della federazione sionista britannica e il 12 gennaio 1919 tennero la prima conferenza di fondazione di una federazione delle donne in Gran Bretagna che divenne nota come la Federazione delle Donne Sioniste in Gran Bretagna: WIZO UK.

Rebecca Sieff

I primi passi

La svolta internazionale della WIZO si concretizzò quando le tre donne ebbero l'opportunità di partecipare a una visita della Commissione Sionista in Eretz Israel/Palestina, per vedere con i propri occhi la realtà in divenire. Quello che scoprirono le toccò profondamente. Dopo la Prima Guerra Mondiale la popolazione ebraica in Palestina era diminuita a causa di espulsioni, malattie e carestie. La situazione delle donne ebree, sia delle chalutzot (pioniere) che delle donne che risiedevano nelle città del vecchio yishuv (l’insediamento ebraico in Terra d’Israele), era intollerabile a causa di sofferenze sia fisiche che morali.

Rebecca Sieff accompagna Eleanor Roosevelt in visita al villaggio giovanile Hadassim di WIZO

Le tre fondatrici decisero che l’organizzazione appena nata avrebbe dovuto far fronte a questa situazione. Così l'11 luglio 1920 si tenne a Londra la conferenza di fondazione della World WIZO (l'Organizzazione Sionista Internazionale delle Donne). "Per prendere coscienza del particolare approccio delle donne, che deriva non da motivi di prestigio o privilegio, ma in risposta a bisogni autentici e per garantire un funzionamento su basi solide", come scrissero nell’atto di costituzione.  Stabilirono anche compiti dell’associazione che oggi, a distanza di più di 100 anni, ci sembrano estremamente attuali:

A - aiutare le donne ad andare al lavoro, fornendo accoglienza etero familiare per il bambino.

B - aiutare la donna a svolgere al meglio la sua funzione di madre, fornendole orientamento professionale in materia di assistenza all'infanzia e nutrizione.

È incredibile pensare come il ruolo svolto dalle tre fondatrici abbia dato l’impulso a tutti i programmi successivi: Edit Eder, che era un'educatrice, ha posto una forte enfasi all'area dell’istruzione delle nuove generazioni; la Dottoressa Vera Weizmann, Dottore in medicina, ha combattuto l'alto tasso di mortalità infantile e il cattivo stato di salute delle donne e dei bambini; Rebecca Sieff voleva vedere le donne organizzate e si è impegnata per renderle attive e uguali agli uomini. Da allora la costituzione della WIZO ha subito molte modifiche e integrazioni, ma questi obiettivi sono rimasti centrali e hanno portato fin da subito a risoluzioni pratiche, come quelle votate durante la prima conferenza del World WIZO a Carlsbad nel 1921 che prevedevano:

a) L'istituzione di una casa per ragazze immigrate

b) L'istituzione di una scuola agraria per ragazze

c) La fornitura di attrezzature da cucina per la scuola femminile di Haifa

d) L'istituzione di un centro per la cura dei bambini

Intenti che vennero presto realizzati: nel 1926 la WIZO apre il primo centro di assistenza diurna in Eretz Israel a cui ne seguiranno molti altri.

Home industries, 1940-1950

WIZO Nir Ha`amek Scuola e Villaggio della Gioventù, Afula 1947

I primi decenni: la diffusione, la Shoah e la rinascita

Subito dopo la fondazione l’approccio entusiastico e concreto del movimento fece proselitismo, le sezioni nazionali e locali della WIZO cominciarono presto a costituirsi in tutte le città d’Europa, (tra cui Milano) e sorsero presto sezioni anche oltre Atlantico.

Ma la storia seguente della WIZO diventa una dura lotta per portare avanti le proprie conquiste e i propri progetti. Se i primi anni ‘30 furono segnati dall’assistere gli immigrati della quinta Aliya (immigrazione) proveniente dall'Europa orientale e centrale, l’ascesa di Hitler in Germania e il conflitto arabo-ebraico in Eretz Israel causarono l'annientamento delle comunità ebraiche in Europa e con lo scioglimento delle sezioni WIZO nei paesi sotto il flagello nazista. Gli ebrei dell’esilio creano 19 nuove sezioni WIZO latinoamericane, ma in Europa il bilancio fu devastante: 102 gruppi WIZO sciolti in Polonia, 23 gruppi WIZO cancellati in Bulgaria, 69 gruppi WIZO eliminati in Transilvania. World WIZO, che nel 1938 contava 111.000 membri, scende a 55.000 alla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Quando, nel 1947, le Nazioni Unite decisero di dividere l'ex mandato britannico sulla Palestina, creando uno stato ebraico e uno arabo, la WIZO fu in prima linea nella costruzione del nuovo Stato: si occupò di accogliere in Israele le donne e i bambini che avevano perso tutto, dell’istruzione professionale femminile, in una giovane nazione in cui servono le mani delle lavoratrici, alla creazione di scuole e case famiglia. Nel 1949, la sede centrale della WIZO venne spostata da Londra a Israele e Rebecca Sieff benne eletta 1° Presidente della WIZO mondiale.

Vendemmia, villaggio giovanile di Hadassah Canada nel nome di Hannah Maisel Shohat, naalai' 1946-8 (foto ya`kov dan)

WIZO Kindergarten

WIZO per la crescita di Israele

L’impegno verso i nuovi cittadini di Israele continuò anche negli anni 50, quando, richiamati dalla Legge del Ritorno, centinaia di migliaia di nuovi immigrati sbarcarono a Tel Aviv. La WIZO lavorò con loro, ospitando famiglie, fornendo servizi assistenziali e educativi. Un’attività che diventò propedeutica all’approvazione della Equal Rights for Women a cui segue l’apertura del primo ufficio di consulenza WIZO e lo stesso riconoscimento della WIZO come organizzazione non governativa ONG, che riceve lo status consultivo con ECOSOC.

Negli anni ’60 il paese continuò a svilupparsi. Una nuova città, Arad, venne costruita nel Negev e durante questo periodo la WIZO fornì lavoro a centinaia di donne nei laboratori istituiti dal Dipartimento dell'Industria domestica. Alla WIZO venne anche assegnato un seggio nell'Esecutivo, e diritto di voto, al 26° Congresso Ebraico Mondiale. Allo scoppio della Guerra dei Sei Giorni la WIZO accrebbe i suoi sforzi di assistenza e dopo il conflitto risponde alla richiesta del sindaco di Gerusalemme Teddy Kollek per la costruzione di nuovi centri diurni in tutta la capitale. 

Il ruolo della WIZO durante i conflitti venne ribadito durante la guerra dello Yom Kippur, quando tutti i centri WIZO furono trasformati in basi di protezione civile e le volontarie offrirono l’assistenza ai soldati e alle loro famiglie. Sono anche anni in cui la WIZO aprì il Dipartimento per il Benessere familiare e Comunitario, e distaccamenti  in ogni nuovo insediamento civile dalle alture del Golan ai primi club WIZO per donne druse a Daliat Al-Carmel e Peki'in.  

Giovani studenti, nahalat itzhak, wizo france, 1956

Prime minister David Ben Gurion at WIZO conference in Ashkelon

Dagli anni '80 a oggi

Gli anni ‘80 sono, invece, caratterizzati dalla guerra in Libano e dall’escalation del terrorismo.  La WIZO comprese che non solo doveva aiutare le donne a realizzarsi, ma era responsabile anche della loro sicurezza e di quella dei loro figli. Le esperienze successive con gli SCUD di Saddam Hussein lanciati verso Israele durante la Prima Guerra del Golfo porteranno l’organizzazione a campagne per dotare scuole e sedi di rifugi antimissile e protezioni per le emergenze. Rifugi che torneranno utili anche durante i ripetuti lanci di razzi da Gaza che hanno caratterizzato la vita di Israele negli ultimi 10 anni.

Contemporaneamente la WIZO continua il suo l’impegno per l’integrazione degli immigrati, assistendo i nuovi arrivi dall’ex Unione Sovietica e dall’Etiopia e si impegna in nuovi programmi di tutela e difesa delle donne. 

 

Oggi la WIZO in Israele conta 55 sezioni. Il World WIZO gestisce oltre 180 centri diurni in Israele, che si prendono cura di 14.000 bambini di madri lavoratrici, nuovi immigrati e famiglie bisognose. Con 800 progetti è la più grande organizzazione del welfare israeliano. L'organizzazione ha anche campi estivi, corsi per famiglie monoparentali e strutture terapeutiche per bambini allontanati dalle loro case per ordine del tribunale. 

 

La WIZO è oggi la più grande organizzazione sionista femminile al mondo. Vanta 36 paesi membri e circa 250.000 associate.

 

L'attuale presidente del World WIZO è Esther Mor, eletta nel 2016. 

Poster laem velayeled

Wizo Chile kindergarten

 

ADEI

La fondazione

L'Associazione donne ebree d'Italia (ADEI) nasce il 16 marzo del 1927 a Milano, grazie soprattutto all’opera di coesione esercitata da Berta Bernstein Cammeo che raccoglie attorno a sé un gruppo di donne ebree determinate a giocare un ruolo all’interno delle comunità ebraiche e della società italiana, come Susanna Gugenheim e Augusta Jarach accanto a lei già nelle prime riunioni che dal 1925 cercavano di dare un’identità all’associazione. Nei loro programmi non c’è solo il desiderio di dare un contributo femminile al sionismo, ma anche di reagire alle restrizioni ed al crescente controllo esercitato dalle autorità fasciste su ogni aspetto della vita pubblica italiana. 

L'ADEI diviene, fin da subito, un luogo in cui le donne ebree italiane possono trovare uno spazio di salvaguardia della propria identità e di espressione del loro impegno sociale, anche a dispetto di un regime che, se ancora non apertamente antisemita, fin dal 1928 osteggia la nascita di Israele.

 

Da ADEI a ADEI WIZO

L’internazionalizzazione dell’ADEI risale proprio al 1928, dopo una prima visita informale tra la signora Raquel K. de Pommerantz, presidente della WIZO Santiago del Cile che invita il consiglio della neonata associazione a prendere contatto con la WIZO (nata solo 8 anni prima), cui segue la comunicazione ufficiale da Londra con la richiesta di confederarsi. Invito accettato dall’assemblea il 20 marzo del 1928. In base a tale accordo l’ADEI acquisisce il diritto di mandare una delegata al congresso che la WIZO tiene ogni due anni contemporaneamente al congresso sionistico. Il primo che vede la presenza dell’ADEI è a luglio del 1929 a Zurigo. Un traguardo che non può essere visto da Berta Bernstein Cammeo spentasi nel settembre dell’anno precedente.

L'associazione trova una nuova guida energica e sicura in Vittoria Pisa Cantoni. Impossibilitata dal regime ad esercitare qualsiasi ruolo politico, l’ADEI si concentra sull'assistenza materiale e spirituale agli ebrei bisognosi che vivono in Italia (e nei territori ad essa annessi, specialmente in Libia). L'associazione stabilisce contatti anche con la comunità ebraica in Palestina, anche se il regime proibisce rapporti ufficiali con le organizzazioni sionistiche mondiali.

L'altra sfera principale di attività dell'organizzazione è la promozione e la diffusione della cultura ebraica tra le giovani generazioni. Questo compito è reso più urgente dalla Riforma Gentile e dai Patti Lateranensi che hanno reintrodotto gli studi cattolici nel curriculum delle scuole statali. A Milano, i membri dell'organizzazione riescono a promuovere lezioni di studi ebraici per gli studenti ebrei nelle scuole statali. Altre iniziative includono la pubblicazione di un mensile di cultura ebraica per bambini, L'Israele dei Ragazzi, e l'organizzazione di corsi formativi per le madri sulle feste ebraiche.

Dal 1933 cresce in Italia il numero dei rifugiati ebrei dalla Germania e l'assistenza ai profughi diventa uno degli impegni prioritari dell'Associazione che nel frattempo, nel 1935, passa sotto l'ombrello dell'Unione delle comunità israelitiche italiane. Si formano attivi gruppi locali specialmente a Milano, Torino, Genova, Ferrara, Venezia, Firenze, Livorno, e Roma. L'adesione sale dai 117 membri del 1927 a 1.334 del 1937.

 

Le persecuzioni e la guerra

Nel settembre 1938 la leggi razziste emanate dal fascismo rappresentano un duro colpo per gli ebrei italiani e per le donne ebree italiane in particolare, molte delle quali avevano trovato lavoro nel mondo della scuola, dal quale ora venivano escluse. L'impoverimento generale degli ebrei italiani, conseguente alla perdita del lavoro di uomini e donne, moltiplica le richieste di aiuto all’ADEI, mentre diminuisce il numero di chi può aiutare, anche in conseguenze dei molti espatri tra le famiglie ebree più facoltose. In un solo anno le socie ADEI si dimezzano, passando da oltre 1200 a 686. L'organizzazione opera adesso tra mille restrizioni sotto la guida di Gabriella Ravenna Falco. Con lo scoppio della guerra nel 1940 una nuova, più massiccia ondata di rifugiati ebrei giunge in Italia, specialmente dai Balcani. Il regime fascista crea una rete di campi di internamento per gli ebrei "stranieri", ma anche per tanti ebrei "italiani" sospettati di antifascismo. L'ADEI si mobilita in sostegno alla DELASEM, l'agenzia ebraica italiana formatasi in sostegno ai rifugiati e agli internati. Si organizzano stazioni di soccorso per i profughi, raccolte di fondi, mense, assistenza spirituale e materiale per coloro che sono stati trasferiti nei campi di internamento sparsi in tutto il Paese, persino un orfanotrofio a Villa Emma a Nonantola.

Il peggio però doveva ancora venire. Con l'8 settembre 1943, con l'occupazione tedesca e la nascita della Repubblica Sociale Italiana, tutti gli ebrei residenti in Italia sono soggetti a deportazione e sterminio. L'ADEI si trova nell'impossibilità di proseguire le proprie attività in quanto associazione e, purtroppo, sono decine le donne appartenenti all’ADEI che non faranno più ritorno dai campi di sterminio.

 

La rinascita

Fin dai giorni successivi alla liberazione di Roma nel 1944, e poi pienamente in tutta Italia dopo il 25 aprile 1945, i risorti nuclei dell'ADEI, rivitalizzati dall'incontro con la Brigata Ebraica, si impegnano nella rinascita della vita ebraica in Italia, sotto la presidenza di Marta Navarra Bernstein. Si tratta di riunire le famiglie disperse, assistere i malati e gli indigenti, aiutare i tanti ebrei che da tutta Europa si riversano in Italia in cerca di un imbarco per la Palestina.

Nel mutato contesto del dopoguerra, l'ADEI si concentra sui compiti più specificamente legati all'identità ebraica, quali l'educazione ebraica dei bambini e dei giovani o opere assistenziali interne alla comunità. Con la creazione dello Stato d'Israele si rafforzano i legami con le associazioni sionistiche mondiali e l'associazione prende ufficialmente il nome di ADEI WIZO.

Oggi l'ADEI opera in Italia in 16 sezioni territoriali con un totale di oltre 2.000 iscritte Lo spirito che ha portato Berta Bernstein Cammeo a fondare l’associazione continua ad animare i tanti progetti di assistenza e sostegno portati avanti in Italia e in Israele a favore delle donne, dell’istruzione e di tutti coloro che hanno bisogno di aiuto. Nel 1977 l’Associazione ha ricevuto dal Comune di Milano l’Ambrogino d’Oro proprio a testimonianza di questo impegno.​

Via Unione a Milano, sede dell'associazione nel 1945

Assemblea Generale a Ferrara nel gennaio 1954

Milano, piazza della Repubblica. Incontro nella Sede ADEI WIZO

Attività dei ragazzi del Bet WIZO Italia, 1958

Il Presidente d'Israele Shazar saluta Iride Schwarz, novembre 1963

Milano, via Marta Navarra Bernstein. Inaugurazione della strada

La delegazione italiana all'assemblea mondiale della WIZO novembre 1980

Le presidenti dell’ADEI  WIZO

  • 1927-1928 – Berta Bernstein-Cammeo

  • 1928-1939 – Vittoria Cantoni-Pisa

  • 1939-1945 – Gabriella Falco-Ravenna

  • 1945-1963 – Marta Navarra-Bernstein

  • 1964-1976 – Anna Baruch-Senatti

  • 1976-1985 – Bianca Finzi-Colbi

  • 1985-1989 – Adelina Pinto della Pergola

  • 1989-1998 – Zita de Ciaves Arditi copresidente con Rirì Fiano

  • 1998-2008 – Ziva Modiano Fisher co presidente con Berta Sinai e poi con Rosana Rosatti

  • 2008-2011 – Roberta Nahum

  • 2011-2018 – Ester Silvana Israel

  • 2018 – Susanna Sciaky

20° Congresso Mondiale WIZO, Tel Aviv gennaio 1992 - Zita Arditi, Adelina Della Pergola e Bianca Finzi in un momento di relax