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La campagna dell’ADEI WIZO per le Sensory Motor Rooms: il vostro aiuto per crescere sani


Immaginatevi una stanza dove i più piccoli possano giocare liberamente, un ambiente morbido, protetto, dove imparare a sviluppare i propri sensi e conoscere il proprio corpo. Un piccolo angolo di paradiso, specie per quei bambini che hanno difficoltà di coordinamento.

È quello che potete realizzare sostenendo la campagna della WIZO per allestire 52 nuove Sensory Motor Rooms” che saranno create nei centri diurni WIZO in Israele. Cinquantadue stanze sono tante, ma la WORD WIZO è un’organizzazione presente su cinque continenti e ogni federazione è chiamata a fare la sua parte a seconda del numero delle iscritte e delle possibilità della propria Nazione.

L’ADEI WIZO è impegnata a realizzare almeno una stanza. Il costo è di circa 10.000 Euro che possono diventare fondamentali per garantire una vita felice a centinaia di bambini oggi e domani.


Come funziona una Sensory Motor Rooms e perché è importante

Le Sensory Motor Rooms sono stanze progettate per promuoverne lo sviluppo fisico, emotivo, cognitivo e sociale del bambino e in particolare far progredire le abilità dei bambini con disturbi della coordinazione motoria. Stiamo parlando di disprassia, un disturbo che influisce sulla coordinazione dei movimenti necessari per compiere un’azione volontaria e può riguardare sia la motricità globale sia specifiche aree del corpo ed è una condizione neurologica che si manifesta in tenera età e può permanere in età adulta.

Per questo avere un ambiente protetto dove esercitarsi è importante: sia per la diagnosi che per la terapia. Lo sviluppo sensomotorio nei primi due anni di vita è, infatti, una fase molto delicata dello sviluppo sano del bambino, e approcciarvisi correttamente gli consentirà di svolgere i compiti complessi della vita quotidiana nelle fasi crescita. I disturbi dell'elaborazione sensoriale non diagnosticati possono causare ai bambini difficoltà nell'interpretare e rispondere in modo appropriato agli stimoli, e in età successive questo significa riscontrare problemi di attenzione, comportamento e apprendimento. Stanze come quelle che si propone di costruire la WIZO sono uno strumento fondamentale per crescere bene.

Le Sensory Rooms sono arredate con un'ampia varietà di materiali imbottiti e giocattoli morbidi, come mini-trampolini, scivoli in gommapiuma, tunnel in cui strisciare, vasche per le palline e altro ancora. Un ambiente sicuro che i bambini possono esplorare, rafforzando così la loro capacità di elaborazione sensoriale. In questi ambienti lo staff professionale della WIZO crea programmi specializzati per piccoli gruppi di bambini insegnando loro come gattonare, arrampicarsi, camminare, stare in equilibrio, rotolare e saltare. In questo modo, grazie a un'attenta osservazione, gli insegnanti sono in grado di identificare precocemente i problemi di sviluppo e di indirizzare i genitori a consultare il proprio pediatra o altri enti di sostegno della comunità, se necessario.

Oltre all’aspetto terapeutico le aule sensoriali servono anche come spazio polivalente per varie esigenze, ad esempio come area di gioco alternativa per i bambini nei giorni di pioggia, per attività di pausa per piccoli gruppi o per fornire attenzione individuale. I genitori sono spesso invitati a partecipare alle sessioni nella sala sensomotoria per evidenziare gli aspetti importanti dello sviluppo sensoriale della prima infanzia in relazione con le loro mamme e papà. Sono colorate e allegre, anche quando sono situate nell’area del rifugio a prova di missili dell’edificio, per offrire ai bambini un ambiente caldo, confortante e familiare nel caso in cui suoni una sirena d’allarme.


L’appello di Susanna Sciaky

Il contributo dell’ADEI WIZO servirà a coprire completamente l’allestimento della stanza che sarà intitolata alla Federazione Italiana. “E’ un impegno che non ha un costo particolarmente elevato– spiega Susanna Sciaky, Presidente Nazionale Adei WIZO - ma l’azione è decisamente meritevole: prima la stanza sarà allestita, prima tanti bambini potranno usufruirne e ci piacerebbe poter dire già entro la fine di marzo che l’Italia ha fatto la sua parte. Mi auguro che in tanti risponderete all’appello. Grazie sin d’ora per la vostra sensibilità e generosità”.




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