Adelina Della Pergola Z'L'

Aggiornamento: 20 apr


Presidente nazionale di ADEI WIZO dal 1985 al 1989, il nome di Adelina Della Pergola è oggi indissolubilmente legato al Premio Letterario che porta il suo nome. Un modo anche per ricordare il suo impegno di educatrice cominciato da giovanissima, un ruolo che ha portato avanti nei tanti progetti di ADEI WIZO, contribuendo alla rinascita dell’organizzazione nel dopoguerra.




Adele Pinto nasce a Firenze l’11 gennaio del 1909 da una famiglia ebraica italiana di origine livornese, ma si trasferisce presto a Napoli dove compirà gli studi superiori e il triennio di Università. Fin da giovanissima partecipa alle riunioni della sezione napoletana di ADEI di cui sua madre è tra le fondatrici insieme ad Alba Levi Ravenna, poi deportata ad Auschwitz. Qui Adelina si dedica con entusiasmo al lavoro, organizzando tra l'altro numerose feste per i bambini. Nel 1938, dopo 7 anni di insegnamento di ruolo nelle scuole di Napoli, è costretta ad abbandonare la cattedra in seguito alle umilianti leggi fasciste introdotte quell’anno che escludono i cittadini ebrei dalla vita pubblica.

Nel dicembre dello stesso anno sposa il giornalista triestino Massimo Della Pergola, di antica famiglia ebraica italiana e insieme affrontano le amarezze, i pericoli, i terrori del fascismo e del nazismo in Italia.

Nel dicembre 1943, dopo varie peregrinazioni, riesce ad espatriare in Svizzera col marito e il figlioletto di appena un anno. Rientrata in Italia nel 1945, partecipa alla riapertura della sezione milanese di ADEI e da quel momento Marta Navarra, indimenticabile Presidente della ricostruzione del dopoguerra, la guida con affetto spingendola a impegnarsi in ruoli di sempre maggiore responsabilità.

Adelina, come tutti continuano a chiamarla, crea in seno ad ADEI la cosiddetta “Scuola dei Genitori” e fonda, con Lia Cases e Giovanna Luzzato, “Il gruppo del lunedì”, poi divenuto il primo gruppo AVIV d'Italia, le giovani WIZO. Alle AVIV Adelina offre persino la sua casa sul Lago Maggiore come sede per il primo seminario nazionale.

Nel 1956 è fra i più attivi membri di ADEI nell'accoglienza dei profughi ebrei dall'Egitto.

Viene eletta Vice- Presidente e poi Presidente della sezione di Milano. Durante questo periodo dà una svolta alle relazioni esterne ADEI stabilendo ottimi rapporti con enti non ebraici, con il sindaco di Milano e con altre personalità cittadine. Il suo dialogo con l’amministrazione milanese dà molti frutti: ad esempio l'assemblea nazionale del 1975, si svolgerà nelle prestigiose sale del museo di arte moderna, e verrà intitolata a Marta Navarra una via di Milano.

Eletta Presidente Nazionale nel 1985, dirige la Federazione italiana della WIZO con spirito sionista che trasmette ai figli Sergio, che diverrà Preside di facoltà all'Università di Gerusalemme e Mara, che introduce in Italia il metodo israeliano Feldenkrais. Compie numerosi viaggi in Israele e in molti altri paesi, legandosi ad amicizia con le dirigenti di molte federazioni WIZO. Il suo nome e quello della sua famiglia appaiono su targhe in vari centri Wizo in Israele tra cui La Casa dei genitori e al Tempio italiano di Gerusalemme. Lascia la presidenza nel 1989.

Si spegnerà a Milano l’11 maggio del 2007.

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