Le donne agiscono
- 8 mar
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Dal Desk della Presidente

Care Amiche,
per questo 8 marzo la WIZO ha voluto condividere uno slogan che è una perfetta fotografia del nostro impegno. "Le donne non aspettano. Agiscono!". E se ci pensate bene è davvero così: quando tutto il mondo attorno a noi sta crollando il primo pensiero di una donna è proteggere chi ci sta a cuore in ogni modo possibile. Una volta poteva essere l'istinto a farci agire così, oggi è la consapevolezza che i nostri valori, la nostra intelligenza, la nostra dedizione debbano essere impiegati al meglio.
In questi giorni agire è diventato ancora più una necessità. Seguiamo con viva apprensione la guerra che è tornata a coinvolgere Israele. Ancora una volta vediamo i nostri cari correre nei rifugi e assistiamo alle scene strazianti di soccorritori impegnati tra le macerie. Le famiglie sono terrorizzate, i bambini traumatizzati. Non è una novità: quella in corso è la quinta ondata di attacchi con missili balistici negli ultimi anni.
La differenza è che oggi quegli allarmi sono sopportati con più pazienza, consapevoli che si tratta di un sacrificio che può andare a vantaggio della libertà di altre persone, di altre donne, quelle che abitano nello stesso paese da cui provengono i missili che cadono sul nostro popolo e che da decenni vengono uccise mentre reclamano quei diritti che noi diamo per acquisiti.
Si potrà dire che la guerra è scoppiata per complicate manovre geopolitiche, che si tratta di chiudere la partita con una nazione che da 40 anni considera l'eliminazione di Israele come una priorità. Ma è innegabile che il nostro pensiero deve andare a loro, alle donne iraniane. L'ebraismo si è sempre posto come un faro di civiltà e di istruzione e la condizione femminile è la misura di quella civiltà. Per questo non dobbiamo mai smettere di ricordare le donne, quelle che hanno subito violenza, come purtroppo è capitato a troppe di loro, durante il massacro del 7 ottobre in Israele e la seguente prigionia a Gaza, e le vittime di ogni conflitto: in Medio Oriente, in Ucraina, in Africa, in Afghanistan. Quelle che muoiono a centinaia insieme ai propri figli cercando di scappare dalla povertà, le vittime dei femminicidi e della violenza domestica. Le donne sono ancora i bersagli più facili da colpire proprio perché agiscono e si prendono cura degli altri.
La WIZO non aspetta, agisce per le donne e per le loro famiglie. Lo ha fatto anche in questi giorni: gli asili WIZO si sono già attivati per accogliere i figli del personale sanitario e dei servizi di emergenza, permettendo a medici e operatori di continuare il loro lavoro sapendo che i bambini sono in un ambiente protetto. I Villaggi dei Ragazzi hanno proseguito le attività garantendo ai giovani stabilità educativa e sostegno emotivo. Le strutture per anziani, i centri di accoglienza e le strutture di tutela per donne e bambini a rischio sono rimaste pienamente attive per accogliere chi ne ha bisogno.
Come per ogni emergenza anche l'ADEI WIZO ha fatto la sua parte, rispondendo immediatamente all'appello di raccolta fondi per coprire le spese straordinarie necessarie a rispondere all'emergenza e nel contempo continuando la campagna per l'ammodernamento del Centro WIZO Ramat Poleg di Natanya, con lo scopo non solo di offrire un maggiore sostegno alle famiglie di quella comunità ma anche di rafforzare subito la sicurezza del Centro che abbiamo deciso di "adottare". E ci saremo anche quando questa ennesima guerra sarà finita, pronte a sostenere, come abbiamo fatto nel passato, i programmi di supporto psicologico a favore dei bambini che devono superare i traumi di questi allarmi, delle famiglie che devono ritrovare la normalità nonostante ciò che hanno vissuto, senza che ciò sfoci in violenza o comportamenti distruttivi.
E tutto questo senza dimenticarci che siamo anche la voce delle Donne Ebree in Italia. Stiamo preparando le Cerimonie conclusive della XXVI edizione del Premio Letterario ADEI WIZO “Adelina Della Pergola”, un appuntamento per noi fondamentale perché ribadisce il valore della cultura come strumento per contrastare pregiudizio e antisemitismo dilagante. Allo stesso modo stiamo lavorando alle iniziative per il centenario dell’Associazione nel 2027, non per celebrare noi stesse, ma per far conoscere meglio il nostro impegno e la nostra responsabilità. Prossimamente saremo impegnate nel portare la nostra voce anche in sedi istituzionali per ricordare che le Donne Ebree sono parte di questa nazione nel suo percorso di progresso e civiltà.
L'8 marzo è bene rievocare tutto questo lavoro. Ricordare e ricordarci che siamo una rete tessuta dalle mani delle donne: una rete che tiene insieme tutto ciò che la violenza tenta di spezzare. Ricostruisce ciò che la paura vorrebbe fermare. Trasforma la fragilità in forza condivisa. Per noi essere donne che agiscono subito non è uno slogan da ricordare in questo giorno, è una scelta quotidiana di responsabilità, di cura e di futuro, da portare avanti, sempre.
Susanna Sciaky, Presidente Nazionale ADEI WIZO



