Romi Gonen: 471 giorni di violenze nelle mani di Hamas
- nelly618
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Chi è tornato a casa dall’inferno dei sotterranei di Hamas sta cominciando a raccontare. E ad emergere, nelle ultime settimane, è una verità che tutti temevamo: gli ostaggi rapiti quel tragico 7 ottobre hanno subito ogni genere di violenza e privazione. Un insulto a qualsiasi definizione di diritto umano.
Sono i racconti delle donne ad essere, il più delle volte, prevedibilmente i più crudi e allucinanti. La violenza sessuale è una costante di queste testimonianze, strumento per imporre il proprio potere su un popolo o un’etnia.
L’ADEI WIZO si batte da sempre contro la violenza di genere e sente l’obbligo di denunciare e portare quanto più possibile alla luce questi crimini. Anche e soprattutto nel silenzio di istituzioni che colpevolmente sembrano tacere sulle azioni compiute contro donne colpevoli solo di essere ebree.
La storia che vogliamo ricordare oggi è quella di Romi Gonen, 25 anni, rilasciata durante il secondo cessate il fuoco a gennaio: 471 giorni dopo essere stata rapita al festival musicale Nova e presa in ostaggio dai terroristi di Hamas. È una storia difficile da leggere, una testimonianza dura da ascoltare, in cui parla degli abusi continui che ha subito da parte dei suoi carcerieri, ma che dobbiamo accogliere con lo stesso coraggio con cui lei ha deciso di raccontarcela.
E diffonderla perché anche di questi fatti si possa continuare a dire mai più.
Ecco un estratto della sua testimonianza e il link all'approfondimento di Dailymail.co.uk



