Berta Kramer Sinai Z'L'




L’ADEI WIZO era tutta la sua vita, il nostro momento di relax era dopo pranzo, quando ci prendevamo dieci minuti per divertirci insieme commentando Beautiful, poi andava subito in ADEI come se avesse un orario da ufficio e in effetti era così: era il suo lavoro”.


È uno dei tanti ricordi di Berta Sinai che emergono parlando con la figlia Deborah, fotografa, che oggi vive a Tel Aviv e a cui abbiamo chiesto di ricostruire la figura della madre per la nostra rubrica. Non senza un po’ di commozione, perché Berta Sinai era una donna straordinaria. Come le altre figure di questa galleria femminile, apparteneva a una generazione di socie ADEI capaci di impegnarsi per l’Associazione senza risparmiarsi, né nelle idee, né in alcun genere di lavoro che potesse portare un contributo alla causa di ADEI WIZO. “Forse il suo unico difetto è che non pensava troppo a sé stessa – continua Deborah Sinai – il periodo in cui il suo male stava aggravandosi coincise con una mostra dei miei scatti organizzata nella sede dell’ADEI, lei si rifiutò di guardare i risultati delle ultime analisi prima dell’inaugurazione proprio per non rovinare quel momento.”.


Berta Kramer era nata nel 1938, il padre ingegnere ungherese trasferitosi in Italia un po’ per lavoro, un po’ perché nell’avvicinarsi della sua patria al nazismo aveva avuto sentore del pericolo (la sua famiglia fu quasi interamente sterminata nella Shoah). La madre invece era pugliese “una cuoca eccezionale” ricorda Deborah della nonna.

Dopo il 1943 la famiglia si nasconde a Caravaggio in provincia di Bergamo, scopriranno poi che, nonostante tutti sapessero le loro vere generalità, nessuno volle denunciarli. Nel dopoguerra Berta frequenta la scuola di via Eupili di Milano. Un giorno di Kippur, all’uscita della Sinagoga di via Guastalla conosce Aldo Sinai, commerciante di pellicce all’ingrosso. Si sposano nel 1966 e la famiglia comincia ad allargarsi: prima con Simone e poi con Deborah.

Berta dapprima dà una mano all’azienda di famiglia, ma poi scopre la sua vera vocazione: l’ADEI, dove prima è socia, poi nel Consiglio di Milano, poi Vice Presidente della Sezione di Milano con Edith Ovadia e infine Co-Presidente Nazionale dal 1998 al 2003 insieme a Ziva Modiano Fisher.

Tutti ricordano come per l’ADEI Berta si impegnasse senza sosta con umiltà, discrezione e serietà, avendo ben chiaro lo scopo finale: quello di aiutare e far del bene a donne e bambini. Gestiva tutto facendolo passare come un semplice volontariato, ma in realtà per lei era come essere manager e operaia a tempo pieno di un’azienda. Continua Deborah Sinai: “Con sua sorella le chiamavamo le kramerine perché avevano preso qualcosa del piglio mitteleuropeo del nonno. Mia madre a volte lottava per le proprie idee in modo molto acceso, poi però se si accorgeva di aver esagerato nei toni mandava fiori e chiedeva scusa”.

C’è un’altra cosa che colpisce nel ritratto di Berta Sinai ed è lo stile. “Per quanto lavoro avesse, in casa non faceva mancare mai niente, né faceva pesare il suo grande impegno e teneva l’appartamento come se dovesse ricevere l’Ambasciatore d’Israele da un momento all’altro. Era una donna semplice, ma sempre curata. Per la trasformazione le bastava una sciarpa, nessuno le sapeva portare con la sua eleganza. Anche se aveva un vestito semplice, con una sciarpa si trasformava in una regina”.


Ai vertici dell’ADEI WIZO Berta Sinai intrattenne relazioni di alto profilo. “Ancora oggi la Presidente WORLD WIZO, Esther Mor, si ricorda di mia madre - conferma Deborah - Insieme a Ziva Fisher fu ricevuta al Quirinale dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nel marzo del 2002. Partecipò alla delegazione degli enti ebraici italiani che arrivò in Israele proprio il giorno conclusivo della guerra del Golfo. Andava molto fiera del Premio Letterario Adelina Della Pergola che aveva contribuito a creare…

E poi naturalmente c’era l’impegno quotidiano nelle raccolte fondi, con telefonate e tanto lavoro di PR. “Due volte all’anno metteva il suo banco al bazar con i vestiti per i bambini e poi ci fu quella volta che lei e le sue amiche si vestirono tutte da cameriere per servire un pranzo di beneficienza preparato da loro in occasione di Purim”.


L’ADEI non era solo lavoro per Berta, ma anche la possibilità di ritrovare tante amiche con cui condivideva la stessa passione: tra le altre Lia Hassan, Adriana Berger, Adele Katri ed Edith Ovadia che la ricorda così. “Era la mia migliore amica, mi chiamavano la terza sorella Kramer, non passa giorno che non la rimpianga”.

Berta Kramer Sinai se ne è andata il 9 dicembre del 2003, al suo impegno e al suo cuore è dedicata oggi l’Adeissima, la serata di gala organizzata dalla sezione dell’ADEI WIZO di Milano.



320 visualizzazioni

Post recenti

Mostra tutti