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Gli studenti a Ferrara per il premio letterario Adei, grande commozione per l’incontro con Eli Sharabi

  • 19 mag
  • Tempo di lettura: 3 min

Fonte originale: Scuola Ebraica Milano



Dopo settimane di lettura, il 7 maggio gli studenti di seconda, terza e quarta liceo scientifico sono arrivati a Ferrara per partecipare alla giornata conclusiva del Premio letterario Adei Wizo. Un’esperienza che li ha portati prima a dialogare con gli autori finalisti e poi a prendere parte alla cerimonia di premiazione.


Letteratura di argomento ebraico

Il Premio Adelina della Pergola, promosso dall’Adei Wizo, nasce con l’obiettivo di valorizzare gli autori contemporanei che pubblicano in Italia libri di argomento ebraico e di far conoscere queste opere a un pubblico sempre più ampio. Attraverso la narrativa, il premio punta a trasmettere le molteplici realtà del mondo ebraico incoraggiando confronto e dialogo.


Gli studenti diventano giurati

Accanto alla sezione principale, il Premio ha anche una sezione dedicata alle opere per ragazzi. Adei invia i due volumi finalisti alle scuole superiori di tutta Italia che partecipano al premio e gli studenti diventano giurati: ricevono i libri, li leggono ed esprimono la loro preferenza compilando una scheda in cui devono motivare la propria scelta e dimostrare di avere affrontato entrambe le opere in concorso. Quest’anno alla Scuola Ebraica hanno partecipato al progetto le classi dalla prima alla quarta scientifico, anche se alla giornata finale hanno preso parte soltanto seconda, terza e quarta.


I libri scelti dai ragazzi

Per la sezione ragazzi erano in gara I cugini Meyer di Vittorio Giardino e La vita invisibile di Mauro Di Castro. A vincere è stata la graphic novel di Giardino, ambientata nell’Austria delle persecuzioni antiebraiche successive all’Anschluss e costruita attorno al personaggio dell’agente segreto Max Fridman. Nella sezione principale il premio della giuria di 500 lettrici è andato a L’ostaggio di Eli Sharabi, davanti a Il grande frastuono di Roy Chen e Patrilineare di Enrico Fink. Nel suo libro Sharabi racconta i 491 giorni di prigionia vissuti nei tunnel di Gaza dopo essere stato rapito da Hamas durante l’attacco del 7 ottobre 2023 in Israele, nel quale ha perso la moglie e le figlie. Una testimonianza durissima e dolorosa della violenza e delle torture subite.


Dal Meis all’incontro con gli autori

La giornata a Ferrara degli studenti è iniziata con una visita guidata al MEIS – Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah. Il percorso è stato organizzato in modo interattivo: a ogni studente è stata affidata una domanda da collegare alle diverse sale del museo. Dopo il pranzo nei giardini del Meis, gli studenti hanno raggiunto il Palazzo delle Sinagoghe, sede della cerimonia di premiazione, dove hanno incontrato gli autori finalisti. All’inizio i ragazzi erano molto timidi, ma la professoressa Crespi, che li accompagnava, ha rotto il ghiaccio cominciando a dialogare con Giardino: i ragazzi hanno preso coraggio e le domande hanno iniziato a susseguirsi.


L’incontro con Eli Sharabi

Il momento più intenso è stato quello del dialogo con Eli Sharabi. Gli studenti, commossi, gli hanno fatto mille domande: come ha trovato la forza di resistere durante la prigionia, come si reagisce agli episodi di antisemitismo, cosa significa raccontare pubblicamente quella tragica esperienza. Infine il dialogo con Roy Chen, che gli studenti di quarta, dopo avere visto a teatro il suo spettacolo Chi come me, avevano già conosciuto in un incontro via zoom.


La cerimonia di premiazione

Dopo il momento riservato alle scuole, gli studenti hanno partecipato alla cerimonia di premiazione vera e propria, con i discorsi della presidente nazionale Adei Susanna Sciaky, dell’assessore alla Cultura di Ferrara Marco Gulinelli e delle altre personalità presenti e gli interventi degli autori. «Per i nostri ragazzi è stata un’esperienza assolutamente nuova» commenta la professoressa Crespi. «Vedere gli autori dal vivo, poter fare domande, confrontarsi direttamente con loro cambia completamente il rapporto con i libri», osserva «Il giorno dopo abbiamo continuato a parlare in classe di letteratura e di quello che lascia a chi legge».


(19 maggio 2026)



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