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Tre domande a…Hugo Hamilton


Continuiamo la nostra galleria degli scrittori finalisti della XXIV Edizione del Premio Letterario ADEI WIZO Adelina Della Pergola con Hugo Hamilton. Nato a Dublino nel 1953 da padre irlandese e madre tedesca, Hamilton è considerato uno dei più interessanti scrittori della letteratura anglosassone, ricevendo decine di premi e riconoscimenti in Irlanda, Regno Unito e Germania. Il romanzo con cui si è classificato al secondo posto nella Sezione Ragazzi del nostro Premio è Tra le pagine” ed è la curiosa narrazione in prima persona fatta da… un libro: più precisamente una copia di “La ribellione” di Joseph Roth, scampata al rogo nazista del 1933 e passata di mano in mano per quasi un secolo. Sarà indubbiamente interessante ascoltare questo scrittore alla Cerimonia di Premiazione dell’8 maggio a Torino.

 

Un libro può davvero cambiare il mondo? E in che modo?  

Sì, i libri ci danno davvero la possibilità di uscire dal nostro mondo, permettendoci di immaginare la realtà e la verità da un nuovo punto di vista. Non ricordo chi l'ha detto, ma leggere è stato descritto come pensare con il cervello di qualcun altro. Un libro può cambiarci, offrendoci questo rapporto alternativo con il mondo.

Nella postfazione del libro cito le famose parole del poeta tedesco Heinrich Heine che diceva che un Paese che brucia i libri finirà per bruciare le persone. Io voglio ribaltare questa frase dicendo che una persona che salva un libro dal rogo riesce anche a salvare una vita umana e forse, in ultima analisi, l'umanità stessa.


Quando scrive ha in mente una precisa tipologia di lettore e se sì quale?

Ho sempre in mente un lettore, ma quel lettore a volte è un prodotto della mia mente quanto la narrazione stessa. Ma ciò che trovo davvero avvincente nello scrivere è proprio l'idea che ci sia qualcuno là fuori, qualche lettore anonimo, che dica “Sì, è proprio così” qualcuno che capisca le osservazioni che faccio sul mondo a un livello intimo, come se stesse pensando con il mio cervello.


Lei ha scritto un romanzo dall’originale un punto di vista di un libro. Tra i volumi che possiede nella sua libreria quale potrebbe narrarci di più di Hugo Hamilton?   

Credo di aver sempre visto i libri come una qualità umana. Raccontano le nostre storie, conservano la nostra memoria, quindi l'idea di un libro nel ruolo di narratore per raccontare cent'anni di storia è piuttosto avvincente per me. Ho scritto un libro di memorie - The Speckled People - che racconta la mia strana infanzia irlandese-tedesca a Dublino. Gli scrittori che mi hanno influenzato di più, per esempio Elia Canetti, sono quelli che mettono nella narrazione la loro verità biografica più profonda. In altre parole, i libri che contengono le storie più umane sono i più vicini a me.

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