Gli Arbib e Venezia: uno straordinario legame

La storia di un personaggio decisamente singolare, dalla vita piena di aneddoti, ha attirato un numeroso pubblico l’11 maggio nella sala Montefiore della Comunità Ebraica di Venezia per la presentazione del libro “Non sparate, sono Walter”, organizzata dall’ADEI WIZO sezione di Venezia e dalla Comunità stessa. Il nome a cui si fa riferimento nel titolo è quello dello stesso autore: Walter Arbib, una figura incredibilmente attiva a livello internazionale specie in missioni umanitarie, ricca di tantissimi aneddoti meritevoli di essere messi per iscritto. Cosa che Walter Arbib ha fatto presentando il volume in una serata a cui sono intervenuti il Presidente della Comunità Ebraica di Venezia, Prof. Dario Calimani e l'Ambasciatore Gianpaolo Scarante e Milo Hasbani, Vice Presidente dell'UCEI.

Siamo molto contente che la Comunità abbia coinvolto l'ADEI in questo incontro – racconta la Co Presidente della sezione dell’ADEI WIZO di Venezia Manuela Fano - perché abbiamo avuto l'opportunità di dialogare con un ospite che per noi ha un significato particolare. Walter Arbib è parente di alcune nostre care socie che hanno dato un contributo considerevole alla nostra sezione. Molte di noi si ricordano di Valeria Coen, nata Arbib, ma c'erano anche le sorelle Bianca, sposata Nunes Vais, Marcella in Vivante e Matilde in Nahum. Valeria e Bianca sono state molto attive all'interno dell'ADEI. Valeria si prestava a dare lezioni di canto e ad accompagnare al pianoforte le lezioni di ginnastica ritmica che Giuliana Coen teneva per le giovani della Comunità; Bianca, chiamata in famiglia “la dotta”, organizzava letture e scriveva dei componimenti che sono ora conservati in parte nella nostra Biblioteca della Comunità e in parte nell'Archivio di Stato. A Palazzo Berlendis, dimora degli Arbib, si svolgevano saggi di ginnastica nel cortile, mentre il giardino ospitava lezioni di cura e coltivazione di ortaggi e verdure, organizzate dall'ADEI. Nello stesso giardino in cui è conservato da 120 anni il famoso tochetòn, il pezzo più grande del campanile di San Marco, crollato nel 1902, e acquistato dal papà di Valeria, antiquario e collezionista”.

Un altro aneddoto che lega Venezia alla famiglia Arbib è che Salvatore, il padre di Valeria, aveva fatto dono al Museo Archeologico locale di 2 mummie egizie. “Valeria era molto allegra e spiritosa – prosegue la Presidente - e ha raccontato che un giorno, uscendo dal Museo Archeologico con delle amiche attempate, ha detto: Ciò, le mumie gera dentro e adesso xe tute fora!”.


Molti di questi aneddoti sono raccolti anche nel libro “Le signore del tè delle cinque”, a cura di Lia Erminia Tagliacozzo, dove vengono spesso nominate le sorelle Arbib, soprattutto Valeria e Bianca. Il regalo perfetto, quindi, scelto dalle Presidenti per Walter Arbib al termine dell’incontro, insieme a una fotografia che ritrae Valeria, intorno all'anno 1980, circondata dai maggiorenti della Comunità di Venezia.

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